Emigranti noi, emigranti loro

de La Redazione di Bella Ciao Belgio –

Un fantasma si aggira per il Belgio destro di Berlusconi, ha annunciato di volersi unire al fronte delle regioni del Nord Italia, che si rifiutano di accogliere ancora, come fanno tutte le altre regioni italiane, una parte degli immigrati che arrivano sulle nostre coste. Un gesto di insubordinazione che ha il sapore della secessione, reso ancora più odioso visto che si vuole lasciare solo il Sud a doversi fare carico dell’accoglienza di chi scappa da povertà e guerre. E la stessa contrapposizione sta avvenendo
nell’Unione Europea, unita quando si tratta di chiedere misure di rigore e austerità, e divisa quando c’è bisogno di solidarietà.

La Commissione ha proposto un piano per la “ricollocazione” di 40mila rifugiati politici da Italia e Grecia che dovrebbero essere redistribuiti tra gli altri Stati membri. Un provvedimento che sta creando trambusto tra le cancellerie europee per niente felici di fare la propria parte. E mentre i leader dell’Ue litigano su come affrontare i flussi migratori, nel Mediterraneo si continua a morire. Dall’inizio dell’anno 1.800 persone sono annegate nel tentativo di raggiungere le coste europee, un aumento dei decessi 20 volte superiore rispetto allo scorso anno. Bruxelles ha triplicato i fondi destinati a Triton, la missione di pattugliamento delle coste e ha esteso da 30 a 138 miglia di distanza dalle coste italiane il suo raggio d’azione. Diversi Paesi tra cui Gran Bretagna e Germania hanno messo navi a disposizione, ma chiarendo che qualsiasi immigrato che verrà salvato in mare verrà portato immediatamente in Italia che se ne dovrà fare carico.

Ancora una volta è la parte dell’accoglienza che viene a mancare totalmente.

Ai nostri occhi tutto questo non può che risultare molto più stridente perché immigrati siamo anche noi, anche se privilegiati. Privilegiati perché abbiamo in tasca un tesoro che ci dà l’opportunità di poter scegliere il Paese dove vivere (ancora per quanto?): il passaporto di un Paese comunitario. La differenza tra noi e chi arriva a Lampedusa in fondo è solo questa. Per noi dell’ultima generazione di immigrati in Belgio il passaggio è stato piuttosto facile, chi è venuto negli anni del dopoguerra invece si è dovuto confrontare con diffidenza e razzismo, riuscendo comunque, nonostante le difficoltà, a ritagliarsi un posto in questa nazione che ha contribuito a costruire.

Ma non dimentichiamo che nonostante il passaporto anche per noi la perdita del lavoro può significare un foglio di via. Le espulsioni di cittadini comunitari dal Belgio sono in fortissima crescita, tra il 2010 e il 2013 sono stati già espulsi dal Belgio oltre 7mila persone, provenienti soprattutto da Romania, Bulgaria, Spagna, Paesi Bassi, Francia e Italia. Si è passati da 343 espulsioni nel 2010 a 2712 nel 2013: un aumento del 700% in soli 4 anni.

Evo Morales, presidente della Bolivia, Paese povero ma pieno di dignità, a Bruxelles per una riunione tra Ue e paesi dell’America Latina, ha dato una bella lezione ai suoi omologhi della ricca Europa. “Ci sono molti più europei in America Latina che latino americani in Europa, eppure non abbiamo mai pensato di espellerli”, ha detto. In Europa invece no, qui tutto si risolve con le espulsioni.

Per saperne di più sulle espulsioni dei cittadini europei dal Belgio, vai sul sito della piattaforma Europe4People (sito in francese, inglese e olandese).