Matematica e Fisica: Andrea e le alte energie

di A. Marzolla –

Andrea, 28 anni, dottorando in fisica teorica all’ULB.

Io sono approdato in Belgio per l’Erasmus, nell’autunno 2011. L’Erasmus è di per sé un periodo circoscritto, ma il mio approccio a Bruxelles è stato fin da subito quello di vivere la città non come il teatro di una parentesi, di una specie di lunga vacanza, bensì come un luogo dove avrei potuto vivere davvero, costruendomi una quotidianità che avrei potuto mantenere per un periodo ben più lungo che la durata dell’erasmus. Questo in parte perché è nella mia natura, in parte perché Bruxelles era una città in cui “mi vedevo”, ma anche perché ero venuto con l’intenzione di fare la tesi qua e magari di aprirmi in questo modo un canale preferenziale per un futuro dottorato, incoraggiato da simili percorsi capitati a vari amici fisici.

Ovviamente la cosa era tutt’altro che scontata, e in certi momenti mi era parsa estremamente remota. Infatti, dopo un anno e un mese di Erasmus, sono tornato in Italia, ma volavo avanti e indietro da Bruxelles per finire la tesi, che, come giustamente sottolineato una volta dal mio relatore, è stata fatta appunto con Ryanair… Tra ritardi e contrattempi, mi sono laureato nell’aprile dell’anno successivo (2013) e quindi ho avuto l’opportunità di tornare per il dottorato, che ho iniziato in Ottobre.

Il mio ambito di ricerca è la fisica teorica e matematica delle alte energie, che sarebbe l’insieme delle teorie che descrivono le particelle elementari e le forze che le fanno stare insieme a costituire la materia di cui è fatto tutto ciò che ci sta intorno. Il mio lavoro di tesi non consiste tanto in un progetto di ricerca organico e predefinito, quanto nella produzione e pubblicazione di una serie (quanto più numerosa possibile!) di articoli scientifici.

Si tratta di un lavoro completamente astratto e di tipo creativo, come potrebbe essere quello di un artista: così come un pittore o un poeta possono stare secoli a cercare l’ispirazione giusta per iniziare a dipingere o a scrivere, anche noi ci arrabattiamo per trovare l’idea buona che porti a qualche risultato nuovo e interessante, e spesso ci accorgiamo a cammino inoltrato che non sta portando da nessuna parte e ci dobbiamo rassegnare ad appallottolare tutto e ricominciare da capo.

Nella pratica le mie giornate sono fatte di studio e lettura di testi e articoli, di vari tentativi di calcoli di svariati tipi, di incontri e discussioni con colleghi e collaboratori, di seminari e conferenze.

Non è immediato fare un confronto fra un Dottorato in Italia e in Belgio, poiché il livello di soddisfazione rispetto a un Dottorato dipende fortemente da molti fattori che variano da un posto all’altro anche all’interno dello stesso paese: il rapporto con il proprio supervisore, l’interazione con i colleghi, il livello della ricerca nel proprio settore specifico, etc… E al riguardo io mi ritengo molto fortunato, ma magari avrei potuto trovare condizioni simili anche in Italia. La differenza oggettiva sta nei fondi a disposizione: la borsa di dottorato qui è quasi il doppio di quella italiana, è più facile andare a conferenze e scuole facendosi rimborsare, l’ambiente è mediamente molto più giovane e ci sono meno problemi di spazi.

Se penso di restare in Belgio oltre il Dottorato oppure se vorrei tornare in Italia? Se continuerò nella carriera della ricerca, be’… il nostro destino è quello del nomadismo, per cui quasi sicuramente me ne andrò da qualche altra parte dove mi offrano un posto, e molto probabilmente non sarà in Italia.