Bruxelles (im)Mobilité

di Roberto Galtieri

Spostarsi a Bruxelles diventa sempre più difficile. Metro, tram, bus, auto, treno, ogni mezzo di trasporto che non si basi sui nostri garretti ci complica la vita; e anche in questo caso l’inquinamento soffoca i polmoni. Se vogliamo recarci in un qualsiasi posto della città diventa un problema, e i governi federale, regionale etc. non fanno nulla.
Tunnel. Dal 1997 viene denunciato il cattivo stato dei tunnel cittadini. Nel 2013 un master plan aveva elencato problemi e soluzioni. Oggi siamo alla chiusura del Tunnel Stéphanie per almeno un anno, forse per due il tunnel Montgomeryil tunnel Léopold II rischia di essere chiuso in un prossimo futuro, il viadotto di viale Reyers abbattuto senza ripristino. Il costo nei prossimo 15/20 anni per il mantenimento dei tunnel è di 10 miliardi di euro. Vista la mancanza di fondi il rischio è la loro soppressione. Soluzioni proposte? : tassa di entrata in città per gli autoveicoli; chiusura al traffico del “pentagono”; multe per chi viaggerà volo in automobile; chi più ne ha più ne metta. Il mito del trasporto privato è in crisi e si rischia di finire come a Londra dove solo i ricchi si possono permettere di andare in centro con l’automobile. Per non parlare della tassa sul parcheggio e multe varie: milioni di euro dai cittadini ai comuni. Fare presidente della commissione d’inchiesta (Charles Piquet,) chi ha gestito nel passato il dossier è una vera copia del malaffare governativo italiano.
Stib. Invece di incentivare il trasporto pubblico il prezzo del biglietto è aumentato e il mobib non lascia vedere traccia del percorso orario e frega sui minuti facendoti pagare doppio biglietto per una sola corsa lunga; a volte lunga per attesa delle corrispondenze. In alcune fasce orarie la frequenza è buona, in altre, come quella serale l’unica soluzione possibile è o restare a casa, o uscire solo nel quartiere del proprio comune, o prendere l’auto e pagare esosi parcheggi sotterranei.
Sncb. Di male in peggio. La RER cittadina non è stata fatta e i collegamenti intercittadini sono senza orario e dove presenti mai rispettati in stazioni fatiscenti e in continuo cantiere. Il piano di ristrutturazione delle ferrovie belghe proposto dalla ministra alle Mobilité, Jacqueline Galant, avrà conseguenze catastrofiche per il trasporto ferroviario pubblico. In cifre: licenziamento di 30.000 lavoratori (dati CNE) e aumenti di prezzi, oltre la catastrofe sociale che non ha bisogno di spiegazioni vista l’entità dei numeri, il piano porterà secondo i sindacati di categoria ad una drastica diminuzione della sicurezza per i passeggeri, altro obiettivo eliminare i sindacato perché scioperando mete a nudo i problemi governativi. Non da ultimo: niente raddoppio della Bruxelles-Ottignies e Bruxelles-Nivelles. Però da lacchè della NVA: la ministra della Galant ha presentato progetti per la RER 81 stazioni nelle fiandre, 27 in Vallonia e 33 a Bruxelles.