È nato il Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo!

Di Pietro Lunetto

Nel luglio 2015 si è svolta a Roma l’assemblea mondiale degli stati generali dell’emigrazione italiana. Questo incontro intermedio, è stato promosso dopo circa due anni di lavoro preparatorio dalle più grandi federazioni di associazioni italiane all’estero. Da quell’assemblea  è stato lanciato il percorso di costituzione del Forum delle Associazioni Italiane nel mondo (FAIM). Il 29 Aprile si è svolta la prima Assemblea Congressuale del FAIM, che per la prima volta nella storia dell’emigrazione italiana, raccoglie in un unico organismo le principali federazioni associative e molte singole associazioni per una complesso di oltre 1.500 presenze organizzate sui territori meta dei maggiori flussi di emigrazione italiana. Il forum nasce nel tentativo di ricomporre il tessuto connettivo dell’emigrazione italiana, superando divisioni storiche, figlie di un passato che non esiste più. Questo non significa che ogni membro associativo debba abiurare alle proprie convinzioni, ma bisogna cercare di trovare un percorso comune determinato dalle necessità della nostra comunità. È stato confermato il legame indissolubile tra tutte le questioni migranti: sia gli italiani che emigrano all’estero che gli immigrati che arrivano in Italia, che sono due facce della stessa medaglia, risultato degli enormi squilibri economici e sociali presenti nel mondo. Emigrare è certamente un diritto, ma lo deve essere anche avere delle alternative nel proprio paese per chi non vuole farlo. È comune tra le associazioni la consapevolezza che bisogna passare dall’attuale paradigma competitivo, fatto di individualismo e egoismo,  a un paradigma cooperativo, dove la solidarietà sia il valore trainante per tutti. Nella relazione del congresso che ho avuto l’onore e il piacere di esporre in quanto rappresentante della Comune del Belgio, ho cercato di sottolineare  quanto critica sia la situazione in cui viviamo. Al deterioramento del tessuto sociale creato in un secolo di partecipazione sociale, si aggiunge la ripartenza di imponenti flussi di emigrazione che negli ultimi anni hanno raggiungo i livelli degli anni ’60 del ‘900, quando si parlava di emigrazione di massa. Questi nuovi migranti vanno spesso allo sbaraglio, senza alcun orientamento e in molti dei luoghi di arrivo, in particolare le grandi metropoli europee, si registrano situazioni di marginalità analoghe a quelle che abbiamo conosciuto molti decenni fa: la gente se ne va dal paese accettando lavori anche umili, ma che, a differenze di quanto accade spesso in Italia, gli consente almeno di sopravvivere.
Le prossime tappe del FAIM saranno la formazione, laddove possibile, dei Forum paese o dei Forum macroregionali, per favorire l’adesione e la cooperazione a livello locale e la formazione dei gruppi di lavoro tematici più urgenti. Tra le prime proposte che sono state discusse c’è la realizazzione di un incontro mondiale sulla nuova emigrazione da tenersi tra la fine del 2016 e gli inizi del 2017, che raccolga le collaborazioni, gli inputs, le riflessioni e le proposte di tutti gli attori sociali, fuori e dentro il FAIM, dei singoli e delle istituzioni che si occupano di nuova emigrazione. In Belgio fanno parte al momento del FAIM ,La Comune del Belgio e l’Istituto Fernando Santi di Charleroi.

Foto dell’assemblea degli stati generali dell’emigrazione